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mercoledì, settembre 12, 2007

“Se la marmellata cade su superficie limpida, pulita, senza ombra d’opaco, è come se cadesse all’interno del barattolo stesso, giacché il barattolo stesso precedentemente è stata superficie trattata da mani guantate. Possiamo così affermare, con una certa baldanza, che la marmellata per terra, su terra trattata da mani guantate, è assolutamente mangiabile, leccabile, ingeribile pur senza l’ausilio del cucchiaino o dello spalmabile coltello. Ma, se il coltello diviene mezzo d’offesa e i guanti, da casalinghi, si trasformano in guanti pugili, allora, in quel caso, qualcuno è stato. Noi siamo qui per scoprire chi.”. – Dal trattato “Sì ma il pavimento era pulito” Autori Vari.
www.myspace.com/quantamarmellataperterra
bonus read "Biografia, filmografia e struggimenti vari di una diva del cinema parlato" a cura della Fonazione per il Recupero e il Mantenimento del Patrimonio Cinematografo Parlato.
postato da: dinamicoduo | 11:20
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lunedì, giugno 11, 2007
postato da: dinamicoduo | 11:06
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martedì, dicembre 26, 2006
www.myspace.com/valeriomillefoglie
postato da: dinamicoduo | 11:39
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sabato, settembre 16, 2006
I camici sono stirati. Sappiamo bene in quale delle due tasche ci sono le chiavi del laboratorio. Sappiamo padroneggiare con sicurezza il volante lungo la strada del laboratorio.
Sicuramente ho dimenticato qualcosa.
www.centrostudivmf.splinder.com
postato da: dinamicoduo | 10:19
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mercoledì, marzo 08, 2006
fuoriprogramma
www.p-nuts.it/valeriomillefoglie/
postato da: dinamicoduo | 17:14
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lunedì, gennaio 09, 2006
Cerco di vivacizzare il rapporto di coppia che ho con me stesso. Mi sono stancato di questo, non ne posso più. Allora ho aperto quest'altro www.sempredetto.splinder.com Fra poco ci sarà qualcosa. A mai più rivederci, qui. Ma lì, sì.
postato da: dinamicoduo | 15:06
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mercoledì, dicembre 21, 2005
Quando Natale si fa prepotentemente vicino io penso sempre a Bill Murray. Non al Bill Murray degli ultimi film seduto sul divano/o su letto, sguardo vissuto e malinconico rivolto verso il pavimento di un'ambientazione abbastanza fredda e stereotipata mentre la colonna sonora giusta rende tutto più giusto. No. Penso al Bill Murray cinico e dirigente spietato della tv nazionale, che alla fine del film però diventa il sensibile e dirigente altruista della tv nazionale. Tre fantasmi vanno a fargli visita, quello del passato che lo riporta a traumi infantili e a traumi sentimentali, quello del presente e quello del futuro, la morte. S.o.s. fantasmi è la traduzione italiana del titolo. Doveva essere un bel periodo per Bill Murray quello. Faceva il saturday night live che ormai era diventato il SATURDAY NIGHT LIVE! ho letto da qualche parte che loro, loro del cast intendo, avevano affittato questo posto e alla fine della puntata, dopo una settimana di lavoro, se ne andavano a festeggiare fino alle cinque del mattino, suonando e facendo robe da saturday night live, ma senza pubblico. doveva essere proprio un bel periodo per il cast, wow che periodo magico che doveva essere per il cast della trasmissione, chissà ora quali cast stanno vivendo periodi magici. così quando penso al saturday night live penso sempre al natale e quando penso al natale penso a bill murray e quando penso a bill murray penso ai tre fantasmi. E quando penso ai tre fantasmi penso esattamente a loro. A quel punto finisce tutto.
postato da: dinamicoduo | 16:53
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venerdì, dicembre 16, 2005
Non so come sia stare al sole e al buio tutto quel tempo, dentro una gabbia di plastica con i moscerini sopra che chissà anche loro da quanto tempo stanno lì al sole e al buio. In alcuni punti la lava è andata via. Da una certa angolazione posso vedere dei denti, da un'altra certa angolazione posso vedere una parte di spina dorsale. Cerco una terza angolazione di via di fuga. Ho pellicine da troppa abbronzatura, mi sembrano piccole fiamme sulla testa, sulle spalle. Andiamo via dagli scavi e da Pompei. Sulla statale c'è traffico. Il paesaggio è di negozietti di secchietti e palette da sabbia, c'è un enorme mozzarellificio. Ci fermiamo lì. Prendiamo mozzarella di bufala, quella che, talmente mi piace, mi fa venire il prurito alle gengive. Ci sono anche dei tavolini, ci sediamo, vicino qualcuno inserisce monete nel videopoker a mezzogiorno affacciato sulla statale. Come al McDonalds anche qui il vassoio lo si prende, lo si ripulisce, lo si lascia.
Domani a mezzogiorno torniamo da quelle parti. Per la data al teatro Il Torchio, a Somma Vesuviana. Alle 21.30, prima di noi, suonerà il duo di musica da stanzetta SUPERLOWed. Proprio ora sono stato informato via mail che ad aprire la serata ci sarà un attore vestito da capitano di nave, con un testo redatto per l'occasione da me e SUPERLOWed. Due cose che ci portiamo sicuramente in viaggio: Chiedilo al pilota. Un libro dalla copertina molto bella che mi è arrivato qualche giorno fa e già mi è stato rubato dal chitarrista dalle labbra sexy che ha paura del volo che prenderemo. Seconda cosa: il cd The vegetable man project vol 4. C'è questa etichetta indipendente che si chiama Oggetti Volanti e ha trasformato la propria ossessione in una bella idea. la propria ossessione è il pezzo di Syd Barrett "vegetable man". l'idea è fare una compilation con questa sola canzone suonata però da venti gruppi diversi. In questo volume sono venti i gruppi, pensate che ci sono altre tre precedenti uscite e fate il conto di quanti soldi arriveranno a Syd Barrett di diritti d'aUtore. Lo sto ascoltando un pò ora il cd. Mi piace molto la versione di tali My god is a fluorescent frog. Ah, gli artisti sono di multinazionalità. italiani, ingelse, tedeschi, brasiliani, nonmipiaceilcirco. fate un salto su oggettivolanti.it
Questa invece la biografia dell'autore di Chiedi al pilota: Patrick Smith, 39 anni, è scrittore e pilota di linea. È autore di Chiedilo al pilota, edito da Fusi orari. La sua rubrica "Ask the pilot" è pubblicata dalla rivista statunitense online Salon e in Italia da Internazionale. Vive a Somerville, Massachusetts, ha viaggiato in più di cinquanta stati e quando vola chiede sempre un posto vicino al finestrino.
Buon week end.
postato da: dinamicoduo | 11:01
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lunedì, dicembre 12, 2005

benvenuti a tutti cari amici all'ascolto, quest'oggi parleremo di ceppi, ceppi per porte, ceppi che tutti hanno, se hanno intenzione di tenere a lungo una certa porta. Per tenere a lungo una certa porta fondamentale è il ceppo di cui oggi parleremo. i ceppi sono quei gommini che potete notare alle spalle di una porta e che fan sì che la suddetta non abbia incontri troppo traumatici con il muro. Negli uffici si possono trovare ceppi neri, ceppi eleganti che oltre a fornire una difesa forniscono anche una funzione estetica, sociale, di riconoscimento. Di contro, nelle case di campagna ho con i miei occhi visto ceppi molto elementari, ceppi da una martellata nella terra e ricoperti da cemento. Quando entrate con rabbia in una camera, chi ringraziate dopo la rabbia se la porta non è andata in mille pezzi? Il ceppo. E quando entrate senza rabbia in una camera, chi ringraziate dopo quando vedete il simpatico rimbalzare della porta sul gommino? Sempre lui, il ceppo. I bambini a volte ci giocano, con i rimbalzi della porta, che svolge così una funzione non solo di divisione aree. Si potrà udire a distanza ravvicinata: Smettila di giocare con quel ceppo. Visto quante cose fa il ceppo? E' utilità, è riconoscibilità di casta, è antirabbia, è Fai da te, è ritorno alla natura, svago, gioco, è ritorno alla serietà. L'avreste detto mai? Prendete in considerazione anche le cose che di solito non prendete in considerazione.
Scrivete pure nei commenti le cose che avete preso in considerazione e che di solito non prendevate in considerazione... e alla prossima puntata di Fai da me.
postato da: dinamicoduo | 10:12
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venerdì, dicembre 02, 2005
In differita da IL MUCCHIO di novembre.
OGGI VOGLIO PARLARVI DI UN LIBRO CHE NON HO LETTO.
Recensioni superficiale a cura di Valerio Millefoglie.
www.valeriomillefoglie.com

Ha la pelle appena uscita da un astuccio delle elementari, di pennarello marrone. L'abito e il cappello fatti a righine nere come tanti tris non ancora giocati. Sul pavimento fatto a matita c'è la sua ombra, è in volo. Dietro di lui, la sedia da cui ha preso il volo. E' il signor Valéry. Il protagonista di questa copertina Guanda e di questo libro che è un libretto. E sì perché il signore uscito dall'astuccio delle elementari compare non solo raccontato a parola, ma anche a disegni. Leggere ottantacinque pagine scritte e illustrate è più spensierato che leggere ottantacinque pagine dove l'inchiostro ci dà dentro solo con le lettere. I disegni sono molto belli perché non sono molto belli, non fanno venire i complessi a nessuno, chiunque potrebbe scarabocchiare un cappello, una casetta, un quadrato bianco e un quadrato nero. Ma pochi possono completarli con frasi della portata di: “Non si può soffrire il doppio di molto” o incipit doppiati in retro copertina della portata di: “Il signor Valéry era piccoletto, ma faceva molti salti. Spiegava 'Sono uguale alle persone alte, solo che per meno tempo”. L'autore che c'è dietro il signore alto a tempo determinato è, come da terza di copertina, il portoghese “narratore, poeta e autore teatrale” Goncalo M. Tavares “nato nel 1970”. Per il resto la terza di copertina è bianca, se non per l'indicazione del prezzo: nove euro e www.guanda.it. Tutti vorrebbero avere qualcosa che non hanno e tutti vorrebbero poter semplicemente disegnare quello che non hanno, per averlo. Ecco perché ho comprato “Il signor Valéry” e ve ne parlo sulla fiducia, senza averlo ancora letto. E poi, se altezza è mezza bellezza, questo libro sarà bello almeno per metà, quella in cui il signor Valéry è in alto, in volo dal suo sgabello scarabocchiato. (Ottima tascabilità. Ottima la raffinata rigidità della copertina, che contraddistingue quasi sempre Guanda. Ottima lettura per un viaggio e ottima lettura da regalo e ottima insomma).
Su Il Mucchio di dicembre la recensione su due piedi di "Intercity" di Raffaello Baldini. (Se siete stati superficialmente attratti da qualche copertina fatemi sapere, non ho ancora in mente il libro per la recensione di gennaio).
In differita da Rolling Stone di novembre la recensione approfondita e non su due piedi di:

Planet Manga-Panini, 11,05
Le sedie da barbiere sono mobilia che sta bene ovunque. Nella bottega, in una casa e in un libro ambientato in Giappone. Su pagina bianca la sedia vuota è disegnata in nero, così comincia questo romanzo fumetto. Il “papà” del titolo è un barbiere di Tottori, la sedia ci accompagna nei periodi della sua vita. Quando gli americani sul finire della guerra si tagliavano i capelli, ma non volevano pagare perché erano loro che avevano vinto tutto. Quando il più grande incendio dopo la guerra va ad accendersi proprio a Tottori, e l'unica superstite della bottega è proprio la sedia, che bruciacchiata diventa il punto da cui ripartire, allestendo una bottega di barbiere all'aperto. E quando la sedia rimane vuota, perché il barbiere non c'è più. A raccontarci tutto questo sono i ricordi vivi dei parenti e quelli sbiaditi del figlio. Quest'ultimo, dopo tanti anni di lontananza, si reca dalla grande città a colori al paese natio bianco e nero proprio per il funerale. Ed è così che ritorna a far pace e conoscenza del sangue del suo sangue. Paradossalmente, a volte, più una persona è vicina e più risulta difficile avvicinarsi a conoscerla. Con questo tratto raffinato, nipponico non-manga, su pagina bianca la sedia vuota è disegnata in nero. Così finisce questo libro.
postato da: dinamicoduo | 14:23
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giovedì, dicembre 01, 2005

A Somma Vesuviana è alta la vendita di colle Vinavil. Queste vengono adoperate per far aderire fogli fotocopiati su muri, pali della luce e cassonetti. Dalla parte opposta a quella dedicata all'attaccante Vinavil, vengono denunciati gli allarmi gravi, con tripli "!", derivanti dalla minaccia del vesuvio e dell'eruzione. E' per questo motivo che è nata la locandina che vedete in sovraimpressione. Sabato 17, al Teatro Il Torchio- Somma Vesuviana Napoli, ci saranno due spettacoli-concerti al prezzo di uno. Il trio democratico de I Valerio Millefoglie e il duo di musica da stanzetta I SUPERLOWed si esibireanno sul doppio palco. Chi sono i SUPERLOWed? Ecco da comunicatro stampa la risposta: "Per non sfigurare il collettivo chiuso denominato SUPERLOWed ingannerà l'attesa che lo separa dal ritorno nella propria stanzetta truffando il pubblico con lo spettacolino ultracondensato intitolato “500 buste giallo posta”. Tra le tante I due: declameranno versi allegorico-sapienziali, chiederanno il permesso ufficiale di diventare celebri a Marco Messina dei 99 Posse, inneggeranno a giunoniche attrici svedesi, condurranno il pubblico in un incredibile viaggio quantico all'interno della materia. Tutto come se la cosa non li riguardasse veramente". Ecco quello che c'è scritto nella fascetta gialla: Su una nave-crociera l'ultima notte all'una tutte le valige rendono inagibile l'uscita dall'ascensore. Per rendere più agibile lo sbarco al mattino. Il forestiero Valerio Millefoglie, con la sua band de I valerio Millefoglie, e il duo strapaesano SUPERLOWed si contenderanno il dominio delle uscite in una sfida titanica fino all'ultimo piano".
postato da: dinamicoduo | 11:42
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mercoledì, novembre 16, 2005

Oggi pomeriggio sono passato dal comando dei vigili. Però il comandante con cui volevo parlare doveva proprio scappare in una riunione, quindi tornerò domattina. Ho bisogno di uno dei suoi sottoposti. Per la rubrica delle missioni di pace di Torsolo di Mela. Devo convincerli del fatto che la mia intervista non tende a ledere l'immagine del comando. Qualche giorno fa invece sono stato ad un incontro in cui dovevo convincere delle maestre delle elementari e delle medie che non intendevo assolutamente fare delle provocazioni. E ci sono riuscito! Difatti venerdì seguirò una classe delle elementari alla Triennale (per saperne di più caro lettore leggi poco più sotto dove c'è l'immagine de Il Mondo del libro). La cosa difficile invece da far digerire al comando dei vigili sarà che l'intervista non la farò io, ma torsolo di Mela con la sua vocina da Torsolo di Mela. Forse sto completamente impazzendo, ma impazzireste anche voi se vi svegliaste con una voce sul pianerottolo che dice Tu in casa mia con la pistola non ci entri più, hai capito?! Con la pistola non ci entri più! E intanto avevo fretta d'uscire di casa e però avevo anche paura d'uscire di casa, quindi me ne stavo allo spioncino a decidere sul da farsi (per saperne di più caro lettore leggi ancora poco poco più sotto il post Priorità uno mettersi in salvo). Ma non volevo parlarvi di ciò allorchè ho cominciato a scrivere questo nuovo post. Quello che volevo dirvi è che ci sono tre nuove date prossimamente e sono le seguenti:
LIVING ROOM - LUGANO
SABATO 26 NOVEMBRE
Ore vedete voi, intorno alle 23.00 penso
NOTTE MINUTA
table: soundscapes
Valerio Millefoglie e I Valerio Millefoglie: live showcase, quaranta minuti al fulmicotone!
stegi feat. JeD: live showcase
Varvez dj
c'è anche il sito Minuto ora, potete sentirci i pezzi della nuova compilation Minuta Sogninfranti: www.blume.it/dario/indexminuta.htm
AUDITORIUM BIBLIOTECA CIVICA
GIOVEDì 1 DICEMBRE– ore 21.00 Vimercate
Poetry Slam. Dieci poeti vengono votati dal pubblico. Cinque poeti rimasti vengono rivotati dal pubblico. Uno di questi vince trecento euro, che a me tornerebbero molto utili per pagare parte dell'affitto della casa confinante coi pistoleri.
Cerimonia la cosa lello Voce.
TEATRO IL TORCHIO- Somma Vesuviana NAPOLI
SABATO 17 DICEMBRE ore 21.00
Parco degli Aromi, Via Col. Aliperta (Corso Italia, nei pressi del ristorante La lanterna)
Valerio Millefoglie e i Valerio Millefoglie
anticipati dall'ensamble di musica da camera Superlowed!
Ingresso 5 euro
Siamo molto contenti di fare queste date. Anche perchè abbiamo nuovi pezzi e potrò finalmente anch'io esibirmi in un bel playback salvarespiro! Quello sopra è un moonwalk al residence solaria.
postato da: dinamicoduo | 18:39
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martedì, novembre 15, 2005

Qualche tempo fa due amici, uno grasso ma davvero grasso e un altro magro ma davvero magro, passano fuori dal cinema Odeon a Milano. Fra i tanti film in certellone c'è anche "Il mio grasso grosso amico Albert". I due guardano distrattamente la locandina e quello magro davvero magro dice all'altro grasso davvero grasso "Ahahah, ma come fa uno ad avere un amico che si chiama Albert?". E se ne vanno per la loro strada, camminando, un pò sbandando per via del peso e del non-peso, addossandosi l'uno all'altro quasi a trovare una via di mezzo fra gli estremi opposti. Questa cosa è successa davvero. E chissà quante altre cose succedono davvero e noi non lo sappiamo.
postato da: dinamicoduo | 18:02
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venerdì, novembre 11, 2005

Non era capodanno, eppure le strade erano piene di gente. Non era un pigiama party, eppure tutti indossavano gli abiti che più si abbinano a cuscino e lenzuola. C’era stato un terremoto, così l’allarme naturale dentro ognuno di noi aveva spinto le persone a farsi gruppo. Io, mia madre e mio padre, insieme a tanti altri condomini di quell’anno ci rifugiammo in una galleria d’arte a pochi passi dal portone. Come prima, non era capodanno eppure tutti eravamo con bicchieri di carta in posizione da brindisi, che però mai si faceva brindisi. Solo per la tensione, alleviarla, le cose che si fanno in questi casi. I quadri alle pareti avevano la minima attenzione. Le luci erano accese. Sembrava tutto molto bello. Fino a che le cose si misero a posto e dovemmo tornare tutti quanti a letto. Qualche anno fa mio padre era in ospedale. Doveva fare degli esercizi di scrittura, per la mano. Ricopiava su un blocchetto articoli da riviste tipo Oggi, oppure moltiplicava la sua firma all’infinito, fino a quando il foglio ne era piano in ogni angolo e direzione. Senti, gli dissi, perché non facciamo che io ti do dei titoli e tu ci scrivi delle cose? Per esempio io ti dico “La mia prima auto”, che poi è stata anche l’unica, e tu mi racconti di quando l’hai comprata, di quella tua foto davanti alla ottocentocinquanta, di te che la guidavi e dove la guidavi. Certo, mi rispose lui. E la volta dopo, quando tornai a trovarlo, aveva scritto cinque pagine. Me le lesse. Erano molto belle. Toccanti. Scritte con termini ormai inconsueti, d’altri tempi e con una forma gentile verso il probabile lettore, cioè io. Un modo di vedere la vita e le ottocentocinquanta che io non conoscevo. E mi sono accorto che io non conosco molti aspetti della vita dei miei genitori. Più una persona ci è vicina e più è difficile conoscerla, sciogliere quel velo di timidezza che non so perché, ma c’è. Ora sto preparando la puntata pilota di una cosa, e fra le rubriche della puntata pilota di questa cosa ho pensato di fare “Tutto su mio padre”. Do dei temi, lui li legge. Io registro lui che legge e ci metto sotto come accompagnamento musicale le canzoni che lui ascoltava in quegli anni però rifatte da I Valerio Millefoglie. Nel documento delle cosa pilota ho scritto “L’intento della rubrica è quello di far sì che tutti si conoscano meglio e che tutti si accorgano che alla fine le differenze che ci sono fra un’età e l’altra, non ci sono affatto”. Potete farlo anche voi, con i vostri genitori, poi me le mandate a vmf@valeriomillefoglie.com. La foto sopra non so bene cosa c’entra, ma mi piaceva molto. Come tutte le foto degli ultimi post è del mio amico Alessandro Izzillo che fotografa le persone di nascosto per strada, state attenti quando camminate. Buon week end, dovreste ascoltare che bella che è la colonna sonora de L'uomo senza passato, soprattutto Muistatko Mon repos'n, una nenia ungherese del dopoguerra di cui voglio fare la cover con uno di quei gruppi che suonano spostandosi da un vagone all'altro della metropolitana.
postato da: dinamicoduo | 17:14
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mercoledì, novembre 09, 2005

ieri volevo fare un gesto romantico. l'antefatto del gesto romantico prevedeva una compravendita di rose. mentre il ragazzo irregolare nel suo stare in italia mi vendeva tre rose si è avvicinato il corpo della polizia, nelle sembianze di un uomo e una donna. Lo sa, dicono, che è illegale acquistare rose per strada? Lo sa che è soggetto ad una multa sia lei che compra che lui che vende? Non lo sapevo, faccio io. Eh sì, fanno quelli annuendo. dannazione, allora faccio io, una volta che volevo fare un gesto romantico e che procedevo con l'antefatto! Vabbene, dice la donna all'uomo, che facciamo? Chiudiamo un occhio? Così chiudono un occhio e vanno via.
L'altro ieri invece sono stato all'inaugurazione de Il Mondo dei libri, una mostra dedicata ai bambini dai 7 ai 12 anni che in questo percorso imparano tanti come. Come si fa la carta per il libro. Come si stampa sulla carta del libro. Come e come e come. Sono andato lì per parlare con gli organizzatori, per un articolo che devo fare. L'idea dell'articolo dico è quella di seguire un gruppo di bambini durante il loro percorso dei come e fargli alcune domande sul futuro della lettura, della letteratura, vorrei portargli alcuni libri, tipo di bradboury, di eggers, di perec e chiedergli cosa ne pensano, se loro in quanto editori del futuro li avrebbero mai pubblicati. attenda un attimo qui, mi risponde la signora ufficio stampa. e dopo un pò arriva la signora organizzatrice. Sa, dice, questa è la prima tappa della mostra, noi in quanto onlus ora stiamo organizzando a sondrio una mostra laboratorio sul bullismo, per far capire ai bimbi che tipo di bulli sono, naturalmente facciamo queste cose non per correggere delle situazioni, ma per prevenirle... i bambini vanno tutelati, e mi dicono che lei invece vuole fare della provocazione, vuole fare delle domande provocatorie. No veramente io non voglio fare nessuna provocazione. I bambini, fa lei, mica hanno le capacità immaginifiche di pensare a come sarà fra vent'anni la letteratura, se lei fa delle domande tipo Perchè i vostri genitori non leggono?, ecco, su questo sanno rispondere sa, perchè i genitori stanno gobbi, lavorano. Ma sono delle domande ironiche le mie. Delle provocazioni!, fa lei. Alla fine mi metto d'accordo per partecipare settimana prossima alla presentazione della mostra agli insegnanti. Chiederò ai professori se han voglia di farmi seguire una delle loro classi, devo prepararmi. Ho comprato un pettine per farmi la riga al lato. E' un periodo che non ci capisco più niente, ci sono troppe cose da fare e mi sfugge tutto dalle mani, meno male che ci sono gli yogurt con gli smarties e quelli di fotolog che quando carico una foto mi fanno immeritati "Complimenti Millefoglie!". E anche se non c'entra, su Rolling Stone e su RUMORE di questo mese trovate recensioni di Minuta Sogninfranti con tanto di maglia Io non sono Laura Palmer.
postato da: dinamicoduo | 11:33
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venerdì, novembre 04, 2005
Le ventuno e le nove non sono la stessa cosa anche se sono la stessa cosa. E anche se succedono le stesse cose. Stasera alle ventuno e domattina alle nove su CultTv, canale centoquarantadue di Sky, va in onda la replica dello special "20/40 Una non generazione si mette in gioco: Valerio Millefoglie Mille modi di scoprire se stessi". Potete vedere un estratto della trasmissione su www.cultnetworkitalia.com
Questo sopra invece è uno che qualche settimana fa, faceva una cosa molto difficile. La fa spesso lui. Quindi si può dire che è uno abituato alle difficoltà.
Qualcuno prova a rimanere in bilico su uno scalino su cui è poggiato un cilindro su cui è poggiato un altro cilindro, indossando una maschera senza buchi per gli occhi. Il tutto su una nave in una sera particolarmente barcollante. E ci riesce. Tutti dovremmo essere in grado di fare cose così.
postato da: dinamicoduo | 11:44
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venerdì, ottobre 28, 2005
In differita da Il Mucchio di ottobre.
OGGI VOGLIO PARLARVI DI UN LIBRO CHE NON HO LETTO
Recensioni superficiali a cura di Valerio Millefoglie
www.valeriomillefoglie.com
Signore e signori- Alan Bennett
Adelphi
Euro 14,00
Dimensioni: 24x18 (non ha superato la prova tascabilità)
Spesso ciò che più ci attrae non è necessariamente, universalmente riconosciuto come bello. Anzi, l’imperfezione aggiunge personalità e dà fascino a ciò che fascino non ha. E’ il caso della copertina di questo “Signore e signori” di Alan Bennett. Incorniciato in un cielo rosa Adelphi c’è l’autore in foto. Un sessant’anni di riga al lato seduto sulla bicicletta guarda l’obiettivo. Attorno a lui, e nel cestino della due ruote, i suoi cagnolini tutti uguali ed eleganti. Dopo la foto è andato a casa?, mi sono chiesto, quegli animaletti ci staranno alla perfezione a gironzolare per il salone mentre l’orologio è sull’ora giusta per il tè, ho pensato, magari saltano pure sul divano. Ho dovuto farmi forza. Una volta che mi sono fatto forza ho detto Wow. In passato qualcuno mi aveva prestato il suo “Nudi e crudi” che già non avevo letto, allora mi è sembrato giusto dare una chance a questa raccolta di monologhi. Monologhi che, leggo nella seconda di copertina, sono passati dalla carta stampata allo schermo della BBC. Sfogliando il piccolo volume da un estremo all’altro in modo da farmi anche vento sul viso, vedo che i racconti hanno la struttura simile ad una sceneggiatura, ma ancora più semplificata. Eccovi un esempio: Titolo “Un letto fra le lenticchie”. Sottotitolo: “Susan è la moglie di un vicario. E’ magra, nervosa, e probabilmente fuma. E’ in cucina, su una sedia dallo schienale alto. Sera”. Incipit: “Geoffrey è già cattivo di suo, ma sono contenta di non essere sposata con Gesù”. Roba di spirito quindi. I protagonisti di ogni storia paiono tutti un poco picchiatelli, e questo va a favore delle 14,00 euro di prezzo. Di contro c’è da dire che, fatta la prova taschino di dietro, il volume non entra nei pantaloni, e questo va a sfavore delle 14,00 euro di prezzo. Ciò che sbaraglia la “s” di sfavore è il botta-risposta in terza di copertina: “Il regista gli domandò che cosa aveva fatto. – Ho recitato in George Bernard Shaw. – Che parte?- Sul fondo a destra”. E’ mio! Una curiosità, poco in basso c’è scritto che la foto di Bennett è di uno che di nome fa proprio Lord e di cognome Snowdon, passeranno pomeriggi a bere tè insieme quei due?
Su Il Mucchio di novembre la recensione su due piedi de “Il signor Valèry” di Goncalo M. Tavares.
Su Rolling Stone di questo mese la recensione approfondita e non su due piedi di “Al tempo di papà” di Jiro Taniguchi.
postato da: dinamicoduo | 17:02
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giovedì, ottobre 27, 2005
Sono andato alla libreria esoterica. Dietro al bancone il tizio dal pizzetto intrecciato con orecchino finale era al telefono. Confessava alla cornetta Noi siamo due anime, e possiamo incontrarci come anime, come due anime che s'incontrano nello spirito... e non solo nello spirito, come due anime che si possono incontrare in qualsiasi modo...
Gli ho chiesto un'intervista per un articolo che devo scrivere. Mi ha risposto Certo, poi ha preso un libro edito negli anni settanta e mi ha detto Qui ho rilasciato un'intervista sul paranormale, ti faccio le fotocopie, così prendi da qui le risposte. Ma veramente io vorrei delle risposte formulate negli anni duemila, possibile che il paranormale dei giorni nostri sia il paranormale dei giorni di ieri? Possibile che qualcosa che anni fa era paranormale non sia ora diventato normale?
Allora come un fantasma è apparsa una gentile signora alle spalle. Sorridendo con gli occhi mi ha detto Certo che è cambiato, da noi il reparto esoterico è quello meno frequentato... le persone oggi sono pù concrete, influenzate dalla tecnologia sono molto più portate a cercare delle certezze ecco, vogliono certezze. E quindi da voi quali sono i reparti più frequentati? Bah, tutti gli altri... Quelli riguardanti le religioni? Beh... sì, ma nemmeno...
Il tizio dal pizzetto intrecciato con orecchino finale intanto si è allontanato a parlare con una cliente. Sento le parole "spirito" e "anima". Ora, non voglio metterlo in cattiva luce, dico solo quello che ho sentito. Poi sono uscito, pensando che comunque i rumori dei mobili durante la notte mi mettono sempre tanta paura.
postato da: dinamicoduo | 12:44
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lunedì, ottobre 24, 2005

Camminavo tanto. Camminavo la mattina col freddo per andare. Camminavo la sera al contrario per tornare. E in mezzo non cambiava molto. Camminavo per andare in mensa. Camminavo tanto per camminare. Certe volte guardavo il sole che dava spazio ai neon nell’aula. Era un periodo che non facevo altro che trascinarmi, maledizione.
E giovedì torno a camminarci, però mi fermo un po’. A Padova, alla Feltrinelli. Camminando in questi giorni per la facoltà di psicologia però ci si può imbattere nell’immaginetta soprastante. E’ la copertina del racconto pinzato “Diventa Freud” estratto dal mio romanzo manuale. L'avvertenza nel plico in seconda pagina avverte più o meno così:
"Questa che segue è una storia dal doppio fine: catturare la vostra attenzione affinché giovedì 27 settembre alle ore 18.00 vi presentiate alla Feltrinelli di Padova per assistere al concerto unplugged-presentazione del Manuale per diventare Valerio Millefoglie. Sarà presente l’autore con la sua band de I Valerio Millefoglie di chitarra, basso e pianolina Bontempi".
Mi hanno detto che ci sono solo due microfoni e non c'è mixer nè spia. Noi ci portiamo l'ampli per il basso. Sarà molto raccolta come cosa. Se mi va, potrei anche fare freud e intervistare su divanetto immaginario qualcuno del pubblico. Se volete sapere qualcosa sul vostro continuo camminare, presentatevi pure, ve lo svelerò.
postato da: dinamicoduo | 11:44
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mercoledì, ottobre 19, 2005

PRIORITA' UNO: METTERSI IN SALVO.
Ci sono luoghi dove fanno a periodi alterni prove di messa in salvo. Anche se non c'è nessuna catastrofe visibile, si fan le prove per la fuga da una catastrofe che potrebbe essere visibile. Sono tante le disgrazie che potrebbero materializzarsi proprio nello stesso luogo dove siamo noi in un certo momento.
L'altra notte quando erano le due di notte sono uscito dal bagno e ho trovato Sarah con l'orecchio alla parete. Che fai? Shh. Allora ho fatto come hanno fatto gli individui dal pollice opponibile in su, l'ho imitata e anche il mio orecchio era al bianco e al freddo della parete. Ora, dovete sapere che le mie vicine sono dedite al lavoro più preistorico dal pollice opponibile in giù. Dall'altra parte c'erano due voci. Una maschile napoletana. L'altra femminile nigeriana.
La voce maschile napoletana diceva Oè che io sono uno furbo io eh, m'hai detto che andavi a casa a mezzanotte che avevi sonno, e invece passo sotto e vedo che hai la luce accesa! Lei risponde cose nigeriane sottovoce che non riesco a decifrare. Lui: Io sono ogni giorno in strada fra spacciatori e delinquenti e tu vuoi farmela a me? Guarda, che se io mi arrabbio! Lei risponde nuovamente cose tipo ghednfobve e lui Me l'aveva detto mio padre, che non dovevo innamorarmi delle donne. La situazione comincia a delinearsi. Lui è tipo il suo magnaccia e lei è la donna da cui non doveva farsi prendere il cuore, come da consigli paterni. Chi stai aspettando? Sono le due di notte, chi aspetti eh? A me non me ne frega niente che col tuo ragazzo ci stai da otto anni, non deve entrare in questa casa....... grande momento di pausa... grande momento di silenzio... cambio orecchie alla parete... ripresa: Ho preso una decisione, fa lui, ho proprio preso una decisione. Questa la sua decisione: Ora fai le valige e domani te ne vai. Silenzio. Ancora grande pausa. Ancora altra grande decisione. Questo intanto lo tengo io, fa lui. E lei, questa volta si capisce, dice Ridammi il cellulare dai ci sono i numeri della mia famiglia. Poi c'è stato tutto un gran silenzio e tutti sono andati a dormire. Forse qualcosa si è messo a posto fra loro.
Ecco, in una situazione del genere uno deve prepararsi alla messa in salvo. Casomai si arriva in ritardo al cinema, proprio la sera in cui si voleva vedere quel film, come si deve reagire all'evento senza per questo lasciarsi andare al naufragio della situazione? Sono cose a cui pensare. Sono pronto a girare come nella foto 24 ore su 24 io. Per mettermi in salvo da ogni tipo di catastrofe. Fatelo anche voi. E nel mondo non ci saranno più disgrazie.
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Foto scattata da Canon EOS 350 e da Alessandro Izzillo.
postato da: dinamicoduo | 16:48
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martedì, ottobre 18, 2005

mi stupisco sempre di come le auto parcheggiate sono tutte parcheggiate in modo che non si tocchino. la sera quando torno cerco anch'io un posto e mi stupisco sempre di come anche la mia auto parcheggiata è messa in un modo che non tocca le altre. si sfiorano quasi. pericolose per le rispettive carrozzerie. autodistruttive se si mettono in contatto. bisogna stare attenti, anche ad aprire la portiera. io non parcheggio mai "a spina di pesce". è una posizione troppo provvisoria, instabile. una posizione che non fa affidamente sul lungo tempo, una posizione senza speranza, imposta dal lavaggio strade. spesso me ne frego del lavaggio strade. arrivo tardi e si sono presi già tutti i posti migliori, a spina di pesce non mi va e allora dico Vabbè, mettiamo un pò di rischio nella vita di questa macchina, facciamole passare una notte con la paura delle spazzole rotanti e del foglietto bianco fra i tergicristalli. un giorno scendo e vedo da lontano un carroattrezzi. che strano, dico, è proprio vicino a dove ho parcheggiato io. e più mi avvicino, più capisco che ce l'hanno proprio con la mia auto. ma ci sono cose peggiori di queste. ci sono anche cose migliori. e ci sono anche cose metà e metà. ci sono un sacco di cose. tutto sta a scoprirle piano piano, senza troppa voglia di scoprirle. per esempio io non ne capisco molto di gradi, quando dicono oggi è meno 20 gradi, io ci metto un pò a capire se è caldo o freddo. hai visto, dicono, hai visto oggi siamo meno 20 eh?! eh, faccio io, e sì. e poi ci metto dei puntini così: ...
postato da: dinamicoduo | 11:03
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venerdì, ottobre 14, 2005
AFFIDA LE TUE VHS ALLA FNAC E PASSA AL DVD!
C'è un frullatore con dentro videocassette irriconoscibili. Vengono frullate e ne escono sottoforma avanzata di dvd. Questa è la campagna stampa che ho visto su City qualche giorno fa. Poi ho letto meglio di che si tratta. Praticamente "le VHS raccolte verranno donate al centro Naga Har e all'Associazione Sarepta, impegnati nell'accoglienza e nel sostegno di migranti, richiedenti asilo politico, rifugiati".
Mi sono immaginato una sala bianca, quasi d'impatto ospedaliero, con tutte le sedie che fanno le sedie ai migranti e ai rifugiati politici che guardano registrazioni televisive di film come Il segreto del mio successo, Voglia di vincere, Voglia di vincere 2, Una poltrona per due, Deejay television, la mia comunione, il mio balletto di Michael Jackson, Brandon e Brenda di Beverly H.
Arriva l'ora di cena e i rifugiati migranti, in silenzio, fanno quello che devono fare con cucchiaio e piatto. Fumano una sigaretta fuori in cerchio, fa freddo e gli esce l'effetto speciale del freddo dalla bocca, non parlano tanto, poi uno alla volta dicono nella loro lingua di migranti Beh, io vado a dormire, fino a che non l'hanno detto tutti e fuori non rimane più nessuno in cerchio.
Nel letto dell'accoglienza si sognano nei panni del segreto del loro successo, che capigliatura quel Brandon, che duro quel Beverly Hills cop, che fantastico quel ballerino di Michael Jackson! Le videocassette mandavano le immagini a volte disturbate dal nastro, venivano le righine sullo schermo, allora tutto quanto nella mente si fa a righine e disturbato fino a che i migranti rifugiati non prendono sonno.
Quando il nastro s'inceppa: o si rompe o va avanti, ma se va avanti non è più quello di una volta. E di videoregistratori non ne fanno mica più.
postato da: dinamicoduo | 09:49
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giovedì, ottobre 13, 2005
Prima eravamo nemici perchè gli avevo rotto lo yo yo. Appena gli ho detto Passamelo che te lo aggiusto dai, siamo diventati amici.
Ma tu sei della Sampdoria o del Genova?, mi ha chiesto, e siccome il giorno prima aveva pianto quando uno alla stessa domanda aveva risposto Sampdoria, gli ho detto che Non mi piace il calcio. E lui Ma ti piace la Sampdoria o il Genova? Il Genova. Allora mi ha abbracciato e siamo diventati ancora un altro pò amici.
Che libro è questo?, ha detto con il dito indicandomi Disturbo della quiete pubblica. E' un romanzo. E di che parla? Della vita di un uomo, di lui che vuole fare un film però poi non ci riesce allora diventa triste e finisce in ospedale e va dalla gente per esempio che sta al semaforo e gli fa il solletico per disturbare la quiete degli altri. Ahhh, commenta sfogliando il Disturbo. Dopo poco mi fa Ti racconto la storia che c'è dentro questo libro, parla di uno che voleva fare i film però poi va dalle persone e gli fa il solletico.
Giochiamo ai supereroi, gli dico. Allora lo prendo in braccio e lo faccio mettere in posizione Superman. presto, andiamo a salvare qualcuno, diciamo. Allora salviamo il suo amico dai capelli rossi che mi si agrappa alle spalle urlandomi Anch'io anch'io voglio fare Superman dai dai dai. Allora ci sono stati due superman nel giro di pochi minuti. E nessuno da salvare.
postato da: dinamicoduo | 11:50
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mercoledì, ottobre 12, 2005
LO SBARCO

Se prendi una nave da crociera e la capovolgi come quelle palle con la neve finta da agitare, ti ritrovi che ciò che c'è sotto va sopra e tutti van sottosopra. Qualcuno non lo sa, ma certi cinesi che lavorano sulla nave non vedono mai la luce. Come quelli che stanno nelle bare e anche se li agiti non si muovono. Molti di questi cinesi non sanno nemmeno com'è sopra la nave. sanno solo come sono fatti i vestiti sporchi e poi puliti dei passeggeri. Oltre ai vari bar e piano bar sparsi per i piani della navecrociera c'è anche un bar "Only crew" e una security che fa selezione all'ingresso al contrario, se sei passeggero non puoi comprare una birra o un kit kat al crew bar dai prezzi militareschi. Ci trovi la gente che di giorno lavora sulla nave, fuori dal personaggio di chi di giorno lavora sulla nave. Per esempio le calze degli eleganti croupier non sono più tirate su sotto i pantaloni, ma si abbandonano sfatte sulle caviglie mentre il croupier è steso ubriaco sul divanetto, c'è fumo ovunque e i filippini che giocano a freccette rischiano una bella ferita d'altri tempi. Quindi, tornando al prinicipio, se prendi una nave da crociera e la capovolgi come quelle palle con la neve finta da agitare, ti ritrovi che ciò che c'è sotto va sopra e tutti van sottosopra e i passeggeri fanno puliti i vestiti sporchi e gli impiegati da crociera cercano un modo per fingere che tutto va bene. tutto va bene. c'è anche da aggiungere che se tutto cambia di posto su e giù, c'è nel mezzo una bara preventiva che dalla stiva si sposta e va a caccia di qualcuno che le faccia compagnia.
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sono il flavorito de la semana su http://www.flashla.com/FLAvoritos/
postato da: dinamicoduo | 12:02
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venerdì, settembre 30, 2005
UNA COSA DIVERTENTE CHE ANCORA NON SO SE FARO' MAI PIU'.

Domattina parto. Per mare. Sto via undici giorni. Alessandria d'Egitto. Turchia. Grecia. In crociera. Proverò per voi idromassaggi, buffet di gala, sauna e miniclub. Nel frattempo Antonio Rezza mi ha detto di spargere la voce, che lui dal quattro ottobre è quì a Milano al teatro Out Off. TRILOGICA si chiama la cosa. Ogni settimana uno spettacolo diverso. La prima settimana fa Pitecus, la seconda IO, a chiudere Fotofinish. Spargetela pure voi la voce. Se andate su http://www.connessomagazine.it/index.php?module=News&catid=&topic=32 potete scaricarvi il pdf dell'ultimo numero della rivista di PordenoneLegge. C'è il mio racconto de "Il tassista di Geova", quel pazzo malato che mi ha consigliato di pentirmi dei miei peccati, se davvero voglio diventare un perfetto cantante di Blue velvet.
postato da: dinamicoduo | 13:22
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giovedì, settembre 29, 2005

"A 14 anni, a Bari, io e un mio amico ci fingevamo dj. Il pizzaiolo sotto casa ci commissionò la nostra prima cassettina. Io avevo la mansione di vocalist e cantavo insieme ai cantanti delle canzoni che mettevamo. Fra quelle canzoni c’era “Endless summer”. In questo modo guadagnai i miei primi soldi con la musica, cinquemila lire. Quindi ho scelto questa canzone per guadagnare altre cinquemila lire e per tirare le somme. Quella pizzeria non c’è più, chiusa per incendio doloso. Il mio amico si è sposato e non è più mio amico da quei 14 anni, ultimamente l’ho chiamato per comunicargli che sono diventato un famoso scrittore ed è stato pure antipatico".
I sogni dell'estate s'infrangono sulle onde di pioggia dell'inverno? Evidentemente sì. Tu sei l'unica donna per me, un cocktail d'amore per te, una belle histoire, indian summer, possono diventare cover dell'estate che fu e rilette in chiave minuta elettronica uscire a ottobre? Evidentemente sì.
Il sette ottobre nelle migliori Fnac potrete chiedere "Minuta sogninfranti"- N3 Music, c'entrano i Table.
Fra gli interpreti: Cesko degli Après la classe, Stegi con il tema Love story, Brunori e alla traccia sei ci sono io. Rifaccio la tunz tunz Endless summer degli scooter con tonalità minore, lenta, in modo flebile e depresso incito al "jump jump, move to the baseline, love is in the air, generations of the future, yehh", ma con moderazione.
Nel booklet interno c'è anche un mio racconto minuto inedito "Beach Poetry 2004" e ogni artista racconta il suo sogno infranto e come mai ha scelto la cover che ha scelto.
Un cane di strada vuole fare il cane di casa e si avvicina a noi. Seduti sugli scalini gli diamo qualcosa che c’è fra le due fette di pane prese al Panificio Salumeria Drogheria Edicola del paese. Poi il cane di casa torna a essere cane di strada e noi andiamo dove ci dice di andare la freccia Stazione. Non c’è il casellante, la sala d’aspetto è chiusa con un catenaccio e le sedie sono tornate a essere legno senza forma e con sopra la polvere. Il mio amico Paolo prende il megafono dalla borsa, lo usavamo di giorno in spiaggia per richiamare la gente alla sera, quando improvvisavamo letture a mezzanotte, ad una data un tizio mi ha puntato la mano alla testa come fosse una pistola perchè non gli piaceva quello che dicevo, un'altra volta il pubblico era di vespe e allora bisognava per forza essere bravi. “NOI DICIAMO NO A QUESTA COSA!!!” urla al megafono. Allora io e l’altro nostro amico Thomas facciamo i ribelli e lanciamo pietre contro il vuoto, che però nella nostra testa è pieno di nemici. “LURIDI VERMIII’!!!”. Ahahaha, facciamo proprio così: Ahahaha. Scoppiamo a ridere. Paolo posa il megafono. Noi le pietre-molotov. Ci buttiamo a terra. La manifestazione è finita. E ora, in silenzio, aspettiamo qualsiasi cosa. Party people, can you smell the sun? Yeahh.
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Qual è stata la tua love story più love story di tutte le estati?
Lo amo, ma se lui soffre, io ne gioisco: sono un mostro? Qual è stata la tua estate da fazzoletto? Precede molti cognomi olandesi (10 orizzontale- 3 caselle) Caspita, sembra davvero una fiaba come volevi tu! E adesso?
postato da: dinamicoduo | 12:42
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mercoledì, settembre 28, 2005
In differita - da Il Mucchio di settembre.
OGGI VOGLIO PARLARVI DI UN LIBRO CHE NON HO LETTO.
Recensioni superficiali a cura di Valerio Millefoglie. www.valeriomillefoglie.com
Gaza Blues- Etgar Keret e Samir El-Youssef
Edizioni e/o
Traduzione: Alessandra Shomroni/ Valeria Letizia
Progetto grafico: Emanuele Ragnisco/ www.mekkanografici.com
Dimensioni: 18x12 cm (abbastanza tascabile).
La prima cosa che mi è piaciuta di questo libro è stata il marroncino della copertina, un marroncino tenue quasi ad acquerello. E’ stato lui ad affascinarmi la mano che l’ha preso dallo scaffale. Ho subito constatato la seconda cosa che mi è piaciuta, la ruvidità del marroncino. Passarci sopra le dita è davvero simpatico perché poi ti scivolano sul liscio dell’inchiostro nero dei disegnini. Le scivolate e le frenate continuano nel retrocopertina su bulloni, puntine, pillole, sono contento di toccare chiodi e viti senza farmi male o un gelato senza sporcarmi. In alto c’è scritto “Due giovani scrittori, uno israeliano l’altro palestinese, credono che si possa fare un libro insieme. Senza retorica”. Lo credo anch’io, così apro e mi trovo a pagina 12 il racconto “Per soli 19.99 shekel (Iva e spese di spedizione comprese)”. Un ragazzo, fra le pubblicità di sexy shop sul giornale, trova l’annuncio di un libro che svela il significato della vita. Lo compra, lo legge, vuole svelare anche ai suoi amici e parenti il significato dell’esistenza, ma nessuno gli dà retta. A soli altri 19.99 shekel, sempre attraverso annuncio, acquista un opuscolo che “v’insegnerà a trasformare le persone più recalcitranti in attenti ascoltatori”. Funziona, diventa portatore del significato della vita, ma una folla di ultraortodossi urla fuori casa: “Al figlio della strega sia spaccata la testa, il popolo di Israele gioirà e farà festa”. Si procura quindi la nuova guida “Da nemico ad amico in sette brevi lezioni”. A quel punto mi fermo e penso Cavolo, per soli 8,50 euro questo libro, d’importanza sociale perché nello stesso territorio fa fare amicizia e convivere pacificamente racconti d’identità diverse, deve essere mio!
Ps. Un motivo per fidarmi abbastanza delle edizioni e/o è Pedro Juan Guitierrez. Scrittore cubano di cui hanno pubblicato la trilogia, io vi consiglio Il re dell’Avana, anche se non ha una copertina altrettanto bella, ed è piaciuto al me di quattro/cinque anni fa.
su IL MUCCHIO di ottobre la recensione su due piedi di "Signore e signori" di Alan Bennet.
postato da: dinamicoduo | 10:34
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lunedì, settembre 26, 2005

Ad agosto sono entrato in un negozio Calzedonia, mi sono avvicinato alla ragazza Calzedonia e le ho chiesto Con chi dovrei parlare per organizzare un evento nei vostri negozi? Con la sede centrale. Così ho chiamato la fabbrica di Calzedonia in provincia di Verona. Ha risposto una Ciao sono Giulia in cosa posso esserle utile? Le ho spiegato che la massima utilità per me sarebbe stata parlare con qualcuno responsabile degli eventi, del marketing, non so. Quindi mi ha passato un'altra voce Calzedonia al femminile a cui ho spiegato che Ho scritto un libro in cui prendo la mia biografia, quella di una Laura Palmer, di un Frank Sinatra e ne faccio una sola cosa, e uno di questi racconti mischia il personaggio di Willy Wonka della Fabbrica di cioccolato a Wonka Millefoglie della fabbrica di Calzedonia, mi piacerebbe così, in contemporanea con il remake di Tim Burton del film, organizzare un reading-musical in alcuni dei vostri punti vendita. verrei con la mia band degli Umpa Lumpa e farei la lettura intera del racconto più le canzoni originali del film. La voce Calzedonia al femminile pareva divertita e disponibile, Mandami il libro mi ha detto. Fatto. Passati i mesi però disponibilità e divertimento sono svaniti da qualche parte che non so, e a me ieri sera non è rimasto che andare al cinema a vedermi il Wonka di tim burton. però ho un altro asso nella manica, prima di chudere quella telefonata di agosto ho detto Avrei anche un'idea per una nuova linea di calze, mi piacerebbe proporvela, magari da far uscire a febbraio, in contemporanea con san valentino. anche questa volta la voce era divertita e disponibile. speriamo non vada a finire dove vanno a finire le voci disponibili e divertite quando uno chiude il telefono.
postato da: dinamicoduo | 10:07
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mercoledì, settembre 21, 2005

Questa mica è una tazza qualunque. Nonostante siano ottimi gli hot dog 80 centesimi di Ikea, mica questa tazza la si trova fra gli scaffali fai da te. Questa è la tazza di PordenoneLegge. Che cos'è pordenonelegge lo sapete meglio se aggiungete un'it e fate www.pordenonelegge.it
Sabato, all'aperto della Loggia del Municipio ore 18.00, ci saremo io, Matteo B. Bianchi, Marco Rossari e Vanessa Ambrosecchio. Quelli di PordenoneLegge ci hanno dato tre citazioni (Fante, Eggers, Foster Wallace) e abbiam dovuto tirar fuori tre racconti che leggeremo live, il pubblico potrà sentirsi meno semplice pubblico e votare il vincitore di tale FightReading. Che però in realtà mi sa che non vince nulla*. Invece una band di miei amici che sabato suona a Casale Corte Cerro vince mille euro se il pubblico e la giuria li decreta vincitori, dannazione! Perchè non fare un bello scambio fra musica e parole? Io vado a leggere i racconti a Casale Corte Cerro e loro a Pordenone a cantare Tu mi fai star male.
IL TASSISTA DI GEOVA. Per le strade della città si aggira un taxi con la Bibbia sopra lo sterzo e depliants di un mondo migliore sul sedile affianco al guidatore. Il guidatore è un tassista che predica la redenzione dei peccati e nel pagamento viaggio è incluso il sermone omaggio. Una storia che mi è davvero successa, ne ho approfittato per fare qualche domanda al tassista di Geova. Questa l'idea del racconto abbinato alla citazione di Fante.
MENO TRE DUE UNO. Il canovaccio del mio nuovo romanzo, per ora lo tengo segreto qui. Sabato non sarà segreto dal vivo.
FOTTE FOTTE FOTTE. C'è qualcosa di meglio che una pagina di un libro o di una citazione di Foster Wallace. E questa cosa di meglio è il rafting! Il protagonista del racconto, sotto la guida di un valdio maestro nepalese, abbandona la penna a favore della pagaia perchè non ne vuole più sapere di scrittori che a tutti i costi vogliono dimostrare di essere scrittori e fanno libri proprio da scrittori, mi pare chiara la cosa, no?
Il tassista di Geova lo si troverà pubblicato, insieme anche a un racconto per ciascun autore del fightreading, nella rivista di PordenoneLegge. mentre se cliccate 'tina sul link affianco trovate il nuovo numero della fanzine dei santini. Poco più in basso c'è un nuovo link, quello dei www.pulpstudio.info e dello sceriffo dell'anticreatività, mettetevi sulle loro tracce. E su linus.net si fa ancora in tempo a leggere in homepage "Le voci della stazione" uscito sul numero di agosto della rivista.
 poetico scorcio della cittadina della tazzina.
*aggiornamento delle 15.27 sulla questione vincita-nulla: apprendo da www.pordenonelegge.it che "Al vincitore un premio offerto dalla tenuta Albano di Pasiano di Pordenone"!!!
postato da: dinamicoduo | 10:46
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lunedì, settembre 19, 2005
La copertina de I GRANDI SUCCESSI ORIGINALI dell'Equipe 84 ha la foto un pò sfocata. I visi giovanili dei quattro hanno capelli che si posano su ombre di altri capelli doppiati dal negativo. La scritta "Yes" sulla maglia di uno del gruppo sembra dire due volte "Sì". E' un doppio cd. Io utilizzo molto di più il CD1, quello dove alla traccia nove c'è un angelo blu. Lo uso perchè in alcune date che abbiamo fatto alle Fnac, inaspettatamente, sul finale di un pezzo che parlava delle sale prove e delle band frustrate che fanno cover e che avranno come unico palco nella loro vita il parquet della sala prove, ecco, alla fine di questo testo, partiva, da un giro di basso molto cupo, il cantato allegro e invitante di "sorrido a lei e piango per lei...". Ascoltando il brano mi sono chiesto più volte Ma chissà per chi è stata scritta questa canzone, adesso la ragazza della dedica sarà una signora, magari non si è sposata neanche con il cantante, è un pò ingrassata, lontana da lei l'immagine del desiderio, ma circondata da pareti casalinghe alla domenica pomeriggio.
Settimana scorsa sono stato invitato a Cortona per uno spettacolo. Per vedere uno spettacolo. Fatto da 120 bambini. C'era pure Jovanotti, non fra i bambini, ma a vedere lo spettacolo. Così ci siamo conosciuti. E c'era pure la sua non ancora moglie. La sua non ancora moglie a un certo punto gli ha dato una carezza leggera. Ma proprio leggera sulla guancia. Io ho pensato all'equipe 84 e all'angelo blu. Guarda un pò, mi sono detto, lei è la dedica di tanti testi. Dove sono tutte le dediche delle canzoni? Poi mentre guidavo ieri mi è venuta in mente un'idea, ma non ve la dico, me la devo tenere buona per fra qualche mese. "Di che si tratta?". Venerdì intorno a mezzanotte ho sentito questa frase. Il punto interrogativo era diretto proprio a me. "E' andata in fumo l'ascensore", ho risposto. Lui era un pompiere appena sceso dal camioncino dei pompieri, mentre si vestiva di tutto punto impermeabile al fuoco, si portava avanti a capire la situazione e il grado di drasticità, minimo in questo caso. Poi è andato verso l'ascensore e coi suoi compagni ha messo a posto le cose. A uno dei compagni è squillato il cellulare. Si è allontanato e ha risposto, forse era al telefono la dedica delle sue fiamme. E comunque anche la otto "Nel ristorante di Alice ti penso e non sono felice" non è niente male. Ed è sempre nel CD1, a testimoniare che comunque a volte l'1 è sempre meglio del 2.
postato da: dinamicoduo | 10:41
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